durante il sequestro Moro ci fu un tentativo da parte di “settori delle istituzioni” – in particolare servizi segreti ed esponenti di partito – di coinvolgere la mafia (ma anche la camorra napoletana e la ‘ndrangheta calabrese) affinché si attivassero per raccogliere informazioni sulla prigione di Moro (attraverso il loro “controllo del territorio”, che evidentemente era o si riteneva più efficace di quello esercitato dallo Stato)