Quando, nel 2002, Gigliola Cinquetti volle depositare presso il Museo storico in Trento-Archivio della scrittura popolare le lettere che i suoi fans le avevano scritto nell’arco della sua carriera (dal 1964 fino al termine degli anni Settanta, con un piccolo rivolo che correva anche nel decennio successivo), un rapido calcolo fornì l’impressionante numero di 150.000. Un fondo di ricchezza straordinaria che permette ai ricercatori di oggi di leggere attraverso diversi approcci disciplinari e metodologici il grande sommovimento sociale che avvenne in quegli anni e di indagare le trasformazioni e le permanenze culturali.